
Diliberto: «Truppe italiane devono andarsene dall'Afghanistan»
(13.2.08) - I Comunisti italiani esprimono il proprio cordoglio,ma anche la rabbia, per l'uccisione del militare italiano, l'augurio di pronta guarigione per il suo collega ferito e la solidarietà alle loro famiglie
Per il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, «purtroppo questa ennesima tragedia conferma ciò che diciamo da tempo: le truppe italiane debbono andarsene dall'Afghanistan».
«Noi di sinistra - afferma Severino Galante, capogruppo del Pdci in commissione Difesa della Camera - siamo i soli si battono da sempre per porre fine alla partecipazione italiana a una guerra comunque ormai fallimentare». L'avventura italiana in Afghanistan è, per Galante, sempre più missione di guerra e meno impresa di peacekeeping: «Un'impresa militare che, giorno dopo giorno, diventa sempre più pericolosa, non solo per la popolazione civile ma anche per le nostre truppe. Inoltre dobbiamo scongiurare il rischio che il prossimo governo si pieghi alle pressioni degli Usa e impieghi ancora di più i soldati italiani in azioni di combattimento. Solo una Sinistra rafforzata dal voto popolare può impedirlo».
«Bisognava aspettarselo un lutto del genere. Quella in Afghanistan è una guerra tremenda, i nostri militari sono visti come truppe di occupazione e rischiano ogni giorno». Lo dice Manuela Palermi, capogruppo del Pdci a palazzo Madama, ricordando che è da tempo che i Comunisti italiani chiedono il ritiro delle truppe «e oggi, in un momento di angoscia per tutta l'Italia, lo chiediamo con ancora più forza. Ma una cosa è certa – conclude Manuela Palermi - mai più i Comunisti italiani voteranno il rifinanziamento della guerra in Afghanistan».Dello stesso avviso Pino Sgobio, presidente dei senatori del Pdci, che afferma: «E' il momento del dolore ma è anche, oggi più che mai, il momento di agire. La guerra in quel martoriato Paese sta continuando a produrre tragedie immani: è ora di andare via! Non più morti italiane in questa guerra assurda». A cura di Giuseppe La Corte
Per il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, «purtroppo questa ennesima tragedia conferma ciò che diciamo da tempo: le truppe italiane debbono andarsene dall'Afghanistan».
«Noi di sinistra - afferma Severino Galante, capogruppo del Pdci in commissione Difesa della Camera - siamo i soli si battono da sempre per porre fine alla partecipazione italiana a una guerra comunque ormai fallimentare». L'avventura italiana in Afghanistan è, per Galante, sempre più missione di guerra e meno impresa di peacekeeping: «Un'impresa militare che, giorno dopo giorno, diventa sempre più pericolosa, non solo per la popolazione civile ma anche per le nostre truppe. Inoltre dobbiamo scongiurare il rischio che il prossimo governo si pieghi alle pressioni degli Usa e impieghi ancora di più i soldati italiani in azioni di combattimento. Solo una Sinistra rafforzata dal voto popolare può impedirlo».
«Bisognava aspettarselo un lutto del genere. Quella in Afghanistan è una guerra tremenda, i nostri militari sono visti come truppe di occupazione e rischiano ogni giorno». Lo dice Manuela Palermi, capogruppo del Pdci a palazzo Madama, ricordando che è da tempo che i Comunisti italiani chiedono il ritiro delle truppe «e oggi, in un momento di angoscia per tutta l'Italia, lo chiediamo con ancora più forza. Ma una cosa è certa – conclude Manuela Palermi - mai più i Comunisti italiani voteranno il rifinanziamento della guerra in Afghanistan».Dello stesso avviso Pino Sgobio, presidente dei senatori del Pdci, che afferma: «E' il momento del dolore ma è anche, oggi più che mai, il momento di agire. La guerra in quel martoriato Paese sta continuando a produrre tragedie immani: è ora di andare via! Non più morti italiane in questa guerra assurda». A cura di Giuseppe La Corte
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